Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
           Parr.  SACRO CUORE

CENTRO "DON ORIONE" - Anzio - tel. 069846293

Pubblicità

Omelia - Veglia di Pasqua 2014

Omelia - Veglia di Pasqua 2014

PASQUA di RESURREZIONE

Anzio, 20 aprile 2014

Carissimi fratelli e sorelle,
ancora una volta abbiamo la gioia di celebrare insieme la Pasqua del Signore, la festa più grande di tutto l’anno liturgico.
“Il Signore è risorto, è veramente risorto, alleluia!”, così ci fa cantare la Chiesa davanti al mistero di Gesù che vince la morte, la nostra morte che ci tiene prigionieri nel sepolcro.
Dice così Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» (Gv 11,25).
Su questa Parola del Signore noi crediamo che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui. Ma questa “risurrezione” comincia già ora, in questa vita terrena.
Tutti siamo segnati dalla morte, anche se ci sentiamo vivi e vegeti. Già ora abbiamo bisogno di risorgere, di uscire dal sepolcro.
Ci diceva Papa Francesco, commentando la risurrezione di Lazzaro, che è il “segno” che nel vangelo di Giovanni annuncia il mistero della Resurrezione di Gesù:
“Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte, con i nostri sbagli, con i nostri peccati. Lui non si rassegna a questo! Lui ci invita, quasi ci ordina, di uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre.
«Vieni fuori!», ci dice, «Vieni fuori!».
E’ un bell’invito alla vera libertà, a lasciarci afferrare da queste parole di Gesù che oggi ripete a ciascuno di noi. Un invito a lasciarci liberare dalle “bende”, dalle bende dell’orgoglio. Perché l’orgoglio ci fa schiavi, schiavi di noi stessi, schiavi di tanti idoli, di tante cose.
La nostra risurrezione incomincia da qui: quando decidiamo di obbedire a questo comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita; quando dalla nostra faccia cadono le maschere - tante volte noi siamo mascherati dal peccato, le maschere devono cadere! - e noi ritroviamo il coraggio del nostro volto originale, creato a immagine e somiglianza di Dio”.
Oggi, in questa notte, in questa Pasqua, tutto questo è possibile.
Nel Vangelo (di questa Notte luminosa della Veglia di Pasquale) incontriamo per prime le donne che si recano al sepolcro di Gesù per visitare la tomba, come ci racconta il Vangelo di Matteo. Vanno per compiere un gesto di compassione, di affetto, di amore, verso una persona cara defunta, come ne facciamo anche noi.
Possiamo immaginare i loro sentimenti mentre vanno alla tomba: una certa tristezza, il dolore perché Gesù le aveva lasciate, era morto, la sua vicenda era terminata. Ora si ritornava alla vita di prima.
Ma a questo punto avviene qualcosa di totalmente inaspettato, di nuovo, che sconvolge il loro cuore e i loro programmi e sconvolgerà la loro vita: vedono la pietra rimossa dal sepolcro e un angelo che dice loro:
“Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto”.
E’ un fatto che le lascia perplesse, dubbiose, piene di domande: “Che cosa succede?”, “Che senso ha tutto questo?” (cfr Lc 24,4). Non capita forse anche a noi così quando qualcosa di veramente nuovo accade nel succedersi quotidiano dei fatti? La novità spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede. Abbiamo paura delle sorprese di Dio. Cari fratelli e sorelle, nella nostra vita abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Il Signore è così.
Fratelli e sorelle, non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita!
Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela.
Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che egli non possa perdonare se ci apriamo a Lui.
La Resurrezione di Gesù: un evento che cambia veramente la vita. Nulla rimane più come prima, non solo nella vita di quelle donne, ma anche nella nostra vita e nella nostra storia dell’umanità. Gesù non è un morto, è risorto, è il Vivente! Non è semplicemente tornato in vita, ma è la vita stessa, la nostra vita, perché è il Figlio di Dio, il Vivente.
E l’amore di Gesù risorto è la vittoria sul peccato, sul male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la vita e le dà un volto meno umano, come Papa Francesco ci ha ricordato fino a ieri sera al termine della Via Crucis al Colosseo.
E questo è un messaggio rivolto a me, a te, cara sorella, a te caro fratello.
“Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: Salute a voi!”.
Accetta allora Gesù Risorto che viene incontro a te, accetta che entri nella tua vita, accoglilo come amico, con fiducia: Lui è la vita!
Se fino ad ora sei stato lontano da Lui, fa’ un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte.
Se sei stato indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso.
Se l’hai seguito ma ti sembra difficile continuare a seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza per vivere come Lui vuole.

Don Natale Fiorentino, Parroco

“Cristo è risorto! Fratelli, risorgiamo con Lui!
Eleviamo il nostro spirito a tutto ciò che è alta vita,
che è luce, che è bello, buono” (San Luigi Orione)
Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post